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Ue, pronto il piano per favorire l’immigrazione economica in Europa

A Bruxelles parlano di “progetti pilota”, di modi per impostare “canali ordinati e legali” per l’immigrazione economica, per favorire cioè gli immigrati dall’Africa e dall’Asia che vengono in Europa non per richiedere asilo ma per cercare lavoro. Buoni propositi che rischiano di tradursi però in un solo concetto: invasione. D’altronde è stato lo stesso presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, qualche giorno fa, a esprimere concetti come questi:

“Le migrazioni irregolari si fermeranno solo se esistono reali alternative a quei viaggi così pericolosi”

e, soprattutto,

“l’immigrazione illegale è una necessità per un continente che invecchia come l’Europa”.

Evidentemente, il livello di disoccupazione altissimo che affligge l’area meridionale dell’Unione europea, con Spagna, Italia e Grecia in testa, non è una priorità e non merita di essere affrontata con misure eccezionali. Meglio concentrarsi sulla nuova manodopera extra-comunitaria, forse perché a bassissimo costo. La Commissione Ue chiederà ai vari governi nazionali di avviare un esame per

“identificare le effettive necessità nel mercato del lavoro dell’Unione europea”,

in campi come agricoltura ed edilizia o in professioni altamente specializzate in cui scarseggiano le competenze. L’obiettivo è riempire quei vuoti non con chi in Ue c’è già, e magari non ha un contratto, ma con gli immigrati economici. Che, e questo è forse l’unico aspetto positivo della vicenda, verrebbero perlomeno tolti dalle mani (e dalle tasche) di trafficanti umani e scafisti.

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