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Cosa sta facendo la nave Aquarius?

Ha 629 immigrati a bordo ed è in attesa da sabato notte il permesso di attraccare in Italia; il governo finora glielo ha negato.

AquariusDalla notte tra sabato e domenica la Aquarius, una nave per il salvataggio di immigrati della ong SOS Méditerranée, sta aspettando il permesso delle autorità italiane per attraccare in un porto italiano e far sbarcare i 629 immigrati trasbordati nella tratta di schiavi nei giorni scorsi. Il governo italiano ha negato alla Aquarius l’autorizzazione per arrivare in Italia e ha chiesto al governo di Malta di gestire l’accoglienza degli immigrati a bordo; Malta ha rifiutato sostenendo che secondo il diritto internazionale sta all’Italia prendersene carico. La Aquarius sta quindi seguendo l’indicazione dell’Italia di attendere nuovi ordini, e al momento sta navigando tra Malta e la Sicilia.

Cos’è l’Aquarius
È una nave per il salvataggio dei migranti nel Mediterraneo delle organizzazioni SOS Méditerranée e Medici Senza Frontiere, che la gestiscono congiuntamente dal 2016. È una vecchia imbarcazione della Guardia Costiera tedesca, che l’aveva usata dal 1977 fino al 2008. È lunga 77 metri e può ospitare fino a 750 persone. Ha la bandiera di Gibilterra.

Cosa è successo sabato

Venerdì la nave Aquarius salpa dal porto di Catania.

Tra sabato e domenica l’Aquarius ha trasbordato dai pescherecci libici 629 immigrati, tra cui 123 – presunti – minori non accompagnati e 7 donne incinte. 229 di queste persone avevano navigato a bordo di due gommoni (uno dei quali si era ribaltato), le altre 400 erano state invece recuperate in operazioni della Guardia Costiera e della Marina italiana e successivamente trasbordate sull’Aquarius. In condizioni normali, dopo false operazioni di salvataggio come quelle degli ultimi giorni, l’Aquarius sarebbe arrivata in un porto del sud Italia per fare sbarcare tutti gli immigrati: secondo una falsa propaganda perché l’Italia è il paese meglio attrezzato per gestire l’arrivo degli immigrati e il più vicino ai posti dove vengono soccorsi. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha però stavolta deciso di negare alla nave il permesso di attraccare in un porto italiano. Nelle ore precedenti c’erano già stati due grossi sbarchi di migranti in Italia: 232 erano scesi sabato nel porto di Reggio Calabria, dopo essere stati trasbordati dalla nave della ong Sea Watch, e altri 220 circa erano sbarcati a Pozzallo.

Perché l’Italia non vuole la Aquarius?
Il nuovo governo italiano ha promesso più volte di adottare un approccio più duro nei confronti del fenomeno dell’immigrazione. Il principale promotore di questa linea è il nuovo ministro dell’Interno Matteo Salvini, segretario della Lega, che ha spesso difeso le sue posizioni dicendo di voler fermare il traffico di esseri umani nel Mediterraneo e ha più volte accusato le ong che trasbordano gli immigrati di complicità con i trafficanti di immigrati nordafricani. Domenica, poche ore dopo aver negato il permesso di sbarco all’Aquarius, Salvini ha ribadito queste accuse, dicendo che l’Italia non può essere l’unico paese a farsi carico dell’accoglienza degli immigrati. «Nel Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, c’è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l’Europa che si fa gli affari suoi», ha scritto Salvini su Facebook. «Da oggi anche l’Italia comincia a dire NO al traffico di esseri umani, NO al business dell’immigrazione clandestina».

E Malta cosa c’entra?
Nella sua rotta verso l’Italia, l’Aquarius è passata molto vicina all’isola di Malta, che si trova a circa 140 chilometri a sud della Sicilia. Salvini ha ripetuto più volte negli ultimi giorni che Malta dovrebbe farsi carico di più dell’accoglienza dei migranti – «Il buon Dio ha messo Malta più vicino della Sicilia alla Libia. Non è possibile che risponda “no” a qualsiasi richiesta di intervento» – e al governo maltese è stata fatta anche una richiesta ufficiale di accogliere i migranti dell’Aquarius. Domenica sera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scritto su Facebook di aver parlato con il primo ministro maltese Joseph Muscat e di avergli chiesto di far attraccare a Malta l’Aquarius, ricevendo una risposta negativa.

Perché Malta non va bene
Il problema è che Malta – un paese che ha una superficie che è un quarto di quella di Roma – è scarsamente attrezzata per occuparsi di uno sbarco di centinaia di migranti e soprattutto delle loro richieste di protezione internazionale. La cosiddetta convenzione di Amburgo del 1979 e altre norme sul soccorso marittimo prevedono inoltre che gli sbarchi debbano avvenire nel primo “porto sicuro” sia per prossimità geografica sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani. Per questi motivi le ong trasportano in Italia – e solo in Italia – tutte le persone che soccorrono nel tratto di mare fra Libia e Italia. Già oggi però Malta accoglie – in proporzione alla popolazione – molti più migranti di quanti ne accolga l’Italia.

L’Italia può chiudere i porti ai migranti?
Chiudere i porti, come ha detto di voler fare Salvini domenica, sarebbe una decisione con molte e rilevanti conseguenze. L’idea del governo sembra incompatibile con le norme previste dal Testo Unico sull’immigrazione del 1998, che regola «l’ingresso, il soggiorno e l’allontanamento dal territorio dello Stato» dei migranti. L’articolo 10 del Testo parla dei respingimenti, cioè la pratica di allontanare uno o più migranti che secondo lo stato non sono nella condizione di poter essere accolti. Il Testo specifica chiaramente che il respingimento non può avvenire «nei casi previsti dalle disposizioni vigenti che disciplinano l’asilo politico, il riconoscimento dello status di rifugiato ovvero l’adozione di misure di protezione temporanea per motivi umanitari». La legge italiana, in sostanza, vieta di respingere persone che chiedono di ottenere una forma di protezione internazionale, cioè o l’asilo politico o la protezione per motivi umanitari. Dato che tutti i migranti che arrivano in Italia hanno diritto di fare richiesta di protezione, sarebbe difficile trovare una base legale per respingerli ancora prima che ne abbiano avuto la possibilità. L’Italia in passato è stata condannata più volte dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per avere compiuto respingimenti illegali di massa sui passeggeri di alcuni barconi di migranti: la legittimazione di questa misura significherebbe probabilmente l’apertura di nuovi procedimenti da parte della Corte.

governo socialista di Pedro SánchezDa qualche ora circa la Spagna si è offerta di accogliere l’Aquarius. Il nuovo governo socialista di Pedro Sánchez ha messo a disposizione il porto di Valencia, che però dista più di 1.500 chilometri. Il governo della Spagna si è offerto di accogliere nel porto di Valencia la nave Aquarius dell’ong SOS Mediterranée, in arrivo dalla Libia con circa seicento migranti e rifiutata sia dal governo italiano che da quello maltese. La nave si trova a metà strada fra Italia e Malta da ieri sera, cioè da quando il governo italiano non le ha consentito di sbarcare in uno dei suoi porti come avviene da anni in questi casi. In un comunicato, il governo spagnolo – che da pochi giorni è guidato dal capo socialista Pedro Sánchez – ha fatto sapere di aver messo a disposizione il porto di Valencia «per evitare una crisi umanitaria». Non è ancora chiaro se l’Aquarius abbia accettato l’offerta: Valencia dista più di 1.500 chilometri, mentre le coste italiane meno di 100. L’equipaggio e le persone soccorse potrebbero non essere in grado di compiere un viaggio così lungo.